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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 19:53

Tu

fai l’uomo Uomo,

tu

desiderio dei desideri

tu

regina incontrastata

della casa

e della famiglia,

tu

mamma,

moglie,

amante,

figlia,

tu

la creatura piu’ bella che esista

coi tuoi pregi,

coi tuoi difetti,

con le tue rughe,

con le tue certezze

e con le tue debolezze,

tu.

Tu

gioia,

cruccio,

felicita',

tristezza....

Tu

Donna

festeggi oggi

ed io semplicemente

ti ringrazio di esistere,

perche’ semplicemente sei

TU.

Donna!

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6 marzo 2011 7 06 /03 /marzo /2011 21:13

Tra un po' ne avro' 51.

Di anni, intendo.

E tendo sempre piu' a fare una somma di cose buone e cattive della mia esistenza. Ovviamente la bilancia pende sul negativo, ovviamente per me. Sono stato uno piuttosto precoce, a 12 mesi, di punto in bianco, dopo avermi seduto su un telo posto in un prato, mi hanno trovato in piedi in mezzo alla strada a passeggiare.... Ho parlato prestissimo, ho tolto il pannolino altrettanto precocemente.

Ho avuto la prima fidanzatina a 8 anni, lei 12. Le ho sempre avute piu' grandi all'infuori di un paio, chissa' perche'... A 16 il primo rapporto sessuale, anche se la masturbazione e' arrivata poco prima. Al sesso ho pensato prestissimo, ma senza risultati evidenti. In Australia la vicina di casa mi stuzzicava con le mani delle mie mutande e io delle sue. Finche' mio padre mi ha traumatizzato e terrorizzato (picchiava forte, lo ha sempre fatto), e questo mi e' rimasto al punto che l'approccio con una donna e' sempre complicato per me. Il primo distacco e' stato dalla mia amata Sydney, dove ho lasciato la mia adolescenza, anche se a 14 anni ero a meta' del percorso.

L'ho lasciata li', dicevo, perche' gia' il giorno dopo che sbarcai, il giorno del mio 14° compleanno, salii su un camion e seguii mio padre per trasferire il circo di paese in paese. Sono sempre stato un creativo, mi piaceva la pittura, la meccanica e l'elettromeccanica. E le mettevo in pratica quando non studiavo da privatista due giorni qui e uno la' per via dei frequenti spostamenti di lavoro... A 17 trovo il mio primo rapporto lungo 2 anni con una di 25 con cui scappai di casa.

Ho fatto mille lavori, sul serio, ma sempre cercando di stare nei limiti dell'onesta'. Rottura con questa donna (trovata sul fatto, rientrava a casa con l'amante alle 3 di notte), passa qualche mese e mi ritrovo a migrare al sud per contratto di societa' con un altro circo. Conosco li' quella che e' poi diventata la madre di mio figlio... Litigio in casa con mio padre, e via un'altra volta, verso una vita ex novo con lei. Vicissitudini a non finire, litigi continui (ero a Palermo a casa dei suoi), finche' trovo lavoro. Trasporto carne all'ingrosso prima, carpentiere metallico e saldatore poi. Come si dice, impara l'arte e mettila da parte, cosi' ho raggiunto un knowhow tale da fare anche lavori per conto mio. Fine della storia con la donna siciliana, rientro a casa, con passione metto in pratica tutto cio' che ho imparato e disegno e costruisco di sana pianta un circo completo progettato interamente da me. Un orgoglio grandissimo per me, essere riuscito a fare una cosa di testa mia senza che mio padre o i miei fratelli (4 maschi e 2 femmine) potessero mettere bocca...

Tanta fatica, pochi apprezzamenti, e ancora critiche, critiche..... finche' un giorno trovai un amico che mi disse piu' di una volta che se volevo fermarmi, potevo da lui, e decisi. Avevo una promessa di lavoro che pero' sfumo', e trovai come autista di movimento terra e macchine operatrici, poi 9 mesi di trasporto cemento in posti incredibili. Nell' '82 c'e' da dire che in cuor mio avevo sentore che la mia vita non sarebbe proseguita girando, e cominciai ad appassionarmi all'informatica e a studiare per conto mio, di notte, dopo lo spettacolo, spesso fino alle 4. Ecco che nel '94 venne per puro caso la prima occasione per porre in pratica cio' che era solo teoria fino ad allora. Trovai un lavoro a Potenza, alla IBM, come responsabile tecnico. Dopo una settimana di prova (dovevo farne 3) ero assunto. Due anni con loro, poi cambio con una grossa ditta sempre a Potenza. Conosco, andando a trovare in abruzzo i miei, la mamma di mia figlia che abitava li'. Due figli, separata da 4 anni, ci trovammo subito e di li' a poco mi trasferii. Trovai lavoro a Roma tramite una ditta abruzzese di informatica, in subappalto ad una azienda che lavora per il Ministero del Tesoro come sistemista hardware.

Bella paga, appartamento in foresteria (partivo il lunedi' per Roma e tornavo il venerdi'), insomma, mi sentivo realizzato. Se non che' ho un blocco renale, mi gonfio in pochi giorni e da 70 passo a 140 chili di liquidi. Ricovero in ospedale, sperimentazioni di ogni tipo perche' non conoscevano la mia patologia, diagnosticata anni prima, nel '94, il lupus, che ha scatenato l'insufficienza renale. Dopo due mesi di ricovero, una settimana di rianimazione con tanto di frate al capezzale, decidono il trasferimento a Modena. E dopo un mese e mezzo, altro ospedale, Rimini. Dimesso, debilitato, mi ci sono voluti ben 2 anni per fare una rampa di scale senza fermarmi. Ho trovato poi lavoro in provincia di Perugia, (dopo il ricovero mi ero trasferito vicino ai miei che intanto avevano chiuso attivita' e si erano fermati) ed avevo 98 pc da tenere a bada con un centinaio di macchinari industriali per la lavorazione del vetro. Crisi, e decidono di farmi dare le dimissioni (avevo firmato un foglio in bianco per avere il posto) e da allora non lavoro, dal lontano agosto 2007. Nel frattempo ho ottenuto la (magra) pensione di invalidita', 270 euro, e dopo anni di ricorsi, la pensione Inps. Datami in febbraio 2010, l'hanno revocata ad agosto! Ora si e' appurato dello sbaglio, spero di riottenerla, perche' sta finendo ogni risorsa.

Le battaglie per avere mia figlia le raccontero' un'altra volta. Disavventure che non auguro a nessuno, ma che sono parte attiva nella mia vita di ogni giorno. Beh, ho parlato un po' di me, a grandi lineee c'e' tutta la mia vita. Tra un po' ne avro' 51. Di anni, intendo.

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5 marzo 2011 6 05 /03 /marzo /2011 13:47

Non guardare la pioggia

come negativita',

fermati a guardare

la bellezza della tela di un ragno

piena di goccioline

che ornano quel capolavoro,

un fiore che sta spuntando

e invoca la primavera,

la luce fioca di un cielo grigio

in mezzo al quale

spunta un fioco bagliore che indica il sole.....

Osserva la natura,

il suo miracolo,

e troverai in esso

il sorriso che oggi ti manca.

 

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26 febbraio 2011 6 26 /02 /febbraio /2011 19:09

Ti ho conosciuto il tempo di un ciao, sorridente e allegra a Mapello un paio di anni fa. Non avrei mai creduto di dover scrivere un tuo epitaffio. Giovane, stupendamente solare, pulita dentro, si evinceva dal tuo parlare. Eppure eccoti cadavere, apprendo stasera.... Il cuore mi si stringe e piange lacrime amare, per i tuoi famigliari, per te che non ci sei piu...

 

ADDIO, YARA.

Un angelo in meno in terra, uno in piu' in cielo.

Voglio ricordarti cosi', con un sorriso da bambina. Ciao.

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25 febbraio 2011 5 25 /02 /febbraio /2011 18:57

Sei entrata dalla porta principale del mio cuore,

hai piantato in me un germoglio di pace e serenita',

di buona convivenza e di fratellanza.

Tu, amicizia,

hai avvicinato persone splendide

che hanno altrettanti germogli

che fanno crescere,

amare,

urlare e imprecare,

piangere e ridere

insieme.

Con il cuore,

con la mente,

con l'anima

il germoglio in ognuno di noi

si intreccia con altri

per saldare un sentimento comune,

un sentimento bellissimo e sincero

che travalica ostacoli,

lontananza,

eta',

razza, 

religione

per sfociare in un'unica parola,

universale e unica:

AMICIZIA!

Grazie, amici miei.

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19 febbraio 2011 6 19 /02 /febbraio /2011 14:22

Ecco un piccolo racconto per bambini partorito dalla mia mente un giorno. Spero incontri il piacere nel leggerlo.

 

Un bimbo con gli occhi lucidi guarda con fare meravigliato fuori dalla finestra facendo a coppa le mani per sprofondarvi il viso e guardare la neve che piano, piano, aumenta di volume, imbianca rami e strade, campi e tetti....

Ad un tratto, i suoi occhi si illuminano le labbra si distendono in un sorriso dolce alla vista di un piccolo passero che si posa sul ramo piu' alto del pero di casa sua.

 

Da di qua del vetro il bimbo gli chiede: "Non hai freddo, piccolo passero? Non vedi che sta nevicando e che non hai riparo?" Come se capisse, il passero apre un'ala e pone la testolina sotto di essa. "non hai fame? Nessun frutto sugli alberi, nessun vermetto sul terreno."
 

 

E nuovamente il passero, come se avesse capito, pone il becco sul ramo spoglio spostando la neve e battendo su esso, per poi chinarsi a vedere il suolo totalmente coperto di neve.    

 

Il bimbo allora corre via, e torna con una vecchia coperta e un tozzo di pane, ed aperta la finestra pone a mo' di nido  la coperta, e sbriciola il tozzo di pane su di essa. L'uccellino allora, sicuro nel fidarsi del bimbo che con le sue parole lo aveva conquistato, plana sopra la finestra e quindi, prima circospetto, poi con un balzo salta nel nido che il bimbo ha fatto e inizia a beccare il pane.   

 

Si ferma improvvisamente, prende un boccone di pane piu' grande, e s'invola su quel ramo in alto facendo scoprire al bimbo un buco nel cavo del tronco dove il passero si tuffa... Il bimbo non aveva mai notato quel buco, tanto che rimase interdetto vedendolo.

 

 Eccolo ritornare, guarda il bimbo, cinguetta come per richiamare attenzione e nel frattempo si gira verso l'albero. Il bimbo alza lo sguardo, e si accorge che da quel buco sporgono tanti piccoli becchi aperti in attesa del pasto che ancora non avevano mangiato. 

 

Prende la scala dal garage, coperta e briciole di p ane, si arrampica sull'albero e posa delicatamente la vecchia coperta alla base del grosso buco. Scende in fretta la scala e corre a prendere altro pane, e risalita la scala lo sbriciola per poi sentire il cinguettio di tutti quei piccoli che nel frattempo gli facevano festa per il cibo avuto. Il bimbo scese contento, ritorno' nella sua stanza mentre ormai la neve copriva gran parte di cio' che era visibile.

 

Fece per tornare a letto, ma a un tratto... ecco il passerotto picchiettare contro il vetro. Apre, e l'uccello di getto spicca in volo dentro la stanza, roteando e cinguettando ogni dove. Poi lentamente di posa sulla mano aperta del bimbo e adagia su di essa un minuscolo ramo di ulivo che nel frattempo era andato a prendere. Il bimbo, delicatamente adagio' il passero sul davanzale della finestra, e prese il rametto d'ulivo per custodirlo chiuso nel suo diario segreto.

 

Per molto tempo, alla prima neve, l'uccellino si affacciava alla finestra del bimbo che intanto cresceva, e un bel di' l'uccellino lascio' il posto alla prole, e poi ai figli dei figli che venivano da quel ragazzo prima, da quell'uomo poi per rifocillarsi e attingere al cibo che lui donava. Ora quel bimbo e' vecchio, i tempi sono cambiati, l'eta' e' avanzata e gli uccellini, figli dei figli dei figli di quel passerotto non tornano piu'.

 

Ma una cosa tiene ancora vivo il ricordo di quel giorno: un piccolo ramoscello di ulivo, rinsecchito ma custodito gelosamente in un diario che racconta di un piccolo passerotto e di un bimbo dagli occhi lucidi per la meraviglia con le mani a coppa contro una finestra ......

 

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19 febbraio 2011 6 19 /02 /febbraio /2011 10:06

 

La poesia e' istinto.

Se non hai pulsioni,

non c'e' poesia.

Renato.

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16 febbraio 2011 3 16 /02 /febbraio /2011 15:55

Pioggia,

che cadi a terra

che scorri sui tetti

che bagni pedoni

che appanni i vetri

pioggia

che lavi le strade

che sporchi le auto

che tracimi fiumi e laghi

che fai crescere piante e fiori

pioggia

che nascondi le lacrime

che non conosci tristezza....

farei piovere  sul cuore di tutti

per fare crescere l'amore

per far si' che cresca robusta l'anima di ognuno.

Pioggia.

 

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16 febbraio 2011 3 16 /02 /febbraio /2011 07:29

http://img140.imageshack.us/img140/6042/bd914gitadomenicale.jpg

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11 febbraio 2011 5 11 /02 /febbraio /2011 07:09


Ma dove andra' a finire il mondo? La pazzia della gente non ha piu' limiti, famiglie dilaniate per un colpo di testa.....

CHE COLPA AVEVANO LORO???

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